mercoledì 6 dicembre 2017

Romolo Ercolino scrive una favola natalizia per i bambini





                                                              Babbo Natale
                     nel paese dei campanelli
                                             di Romolo Ercolino

                              Una nuova favola natalizia per i bimbi.

Tanti e tanti anni or sono, Babbo Natale, ancora vigoroso e forte, a Natale andava in giro per il mondo a piedi portando sulle spalle una grande bisaccia piena di regali da distribuire ai bambini. Un anno giunse nel paese dei campanelli, nel lontano e freddo Nord, nel paese dei lupi, degli orsi bianchi, delle renne e della fata Morgana dove l’inverno è freddissimo e dura molto più a lungo che da noi, e d’estate solo un timido sole all’orizzonte rischiara e intiepidisce il giorno.
Il suo arrivo destò grande sorpresa e molto scalpore in paese perché nessuno conosceva ne aveva mai visto prima questo signore con una gran barba bianca ed una bisaccia pesantissima sulle spalle. Alcune persone vedendolo da lontano stanco e affannato, gli corsero incontro per aiutarlo e alleggerirlo dell’enorme peso.
Dopo averlo fatto riposare gli chiesero da dove venisse e perché mai si fosse avventurato da solo fin lassù con un tempo realmente da lupi perché nella foresta circostante circolavano lupi famelici.
-Vengo da un paese molto, molto lontano, rispose, dal paese dei balocchi, dove il sole brilla di più e l’inverno pur essendo freddo e molto piovoso, è meno rigido che qui da voi.
Durante il lungo inverno i bambini non potendo uscire all’aperto per giocare tutti insieme, sono molto tristi e questo rende ancora più triste me che essendo Babbo Natale, sono due volte il loro papà. Ogni anno faccio un lungo viaggio per distribuire doni per alleviarne la tristezza e renderli più felici. Nonostante tutti i miei sforzi ed il mio impegno, non riesco mai a raggiungere e accontentare tutti. So che questo rende infelici coloro che non ricevono doni, ed io ho sempre dei rimorsi per non essere riuscito ad accontentare tutti e vedere nei loro occhi brillare la gioia e la felicità del Natale.
Quest’anno, per la prima volta, sono riuscito a venire fin quassù, in capo al mondo, per portare anche ai vostri bambini un dono per Natale.
Intanto tutti gli abitanti del villaggio, bambini inclusi, si erano raccolti incuriositi intorno allo sconosciuto venuto da tanto lontano per portare dei regali. Quando tutti i bambini si furono radunati, Babbo Natale aprì la bisaccia e disse loro: Prendete! Questi giocattoli sono per voi affinché possiate giocare e attendere la primavera in allegria. In cambio vi chiedo, come chiedo a tutti i bambini del mondo, una sola cosa: Promettermi di essere più buoni in modo che possa sempre tornare a trovarvi negli anni a venire. Sappiate gli uccelli migratori mi riferiscono il vostro comportamento perciò io posso sempre sapere se siete stati buoni.
I bambini felicissimi promisero e scelsero il regalo che ritenevano più bello.
I genitori erano commossi per la magnifica sorpresa fatta e per i doni che Babbo Natale aveva portato ai bambini, e per ringraziarlo gli chiesero di restare con loro per tutto il freddo inverno perché non era affatto prudente mettersi in cammino con le bufere di neve.
Anche i bambini in coro lo supplicarono di restare.
-Non posso. Rispose Babbo Natale. Altri bambini meno fortunati di voi aspettano da anni il mio arrivo e un regalo per Natale, perciò, anche se sono molto stanco, non posso riposarmi per non deludere la loro attesa.
Allora mastro Geppo, il gran maestro d’ascia del villaggio che fabbricava slitte e aveva vicino a se i suoi dodici bambini, ai quali aveva messo i nomi dei dodici mesi dell’anno, resi felici dai doni di Babbo Natale, disse: -Accettate allora anche voi un regalo da parte nostra e dei nostri bambini, una slitta che vi alleggerirà del carico e renderà più agevole e veloce il vostro cammino.
Alle parole di Geppo fecero eco quelle degli altri genitori, la maggior parte dei quali allevava renne, un animale simile al cervo che usavano come bestia da soma e da traino. Così al regalo di Geppo aggiunsero otto renne per trainare più velocemente la slitta.
Tutti i Bambini corsero a casa per prendere i campanelli che nelle giornate di nebbia fitta portavano attaccati al cappello per farsi sentire ed individuare dagli altri, in modo da non scontrarsi tra di loro, e li legarono alla slitta e al collo delle renne in modo che l’arrivo di Babbo Natale fosse annunciato a tutti i bambini del mondo dal suono di mille campanelli.
Anche la fata Morgana, che abitava nei pressi del villaggio, confusa tra la folla, volle fargli un regalo, con la sua bacchetta magica trasformò la slitta in una slitta volante e le renne in renne volanti in modo che Babbo Natale potesse raggiungere più velocemente i bambini di tutto il mondo. Poi in un orecchio disse a Babbo Natale: - Devi solo dire alle renne dove vuoi che ti portino e ti ubbidiranno.
Così Babbo Natale, festosamente salutato da tutti, decollò verso l’alto, dove il cielo era terso e non vi erano più nubi. Giunta la notte Babbo Natale, rimasto affascinato dal chiarore della luna piena, che illuminava la strada di casa lastricata di stelle, disse tra se: Il prossimo Natale bisognerà che provveda anche ai bambini che sono lassù sulla luna.
Da quel giorno il suono di mille campanelli preannuncia a tutti i bambini del mondo l’arrivo di Babbo Natale e della sua slitta carica di doni.

Nonno Romolo
Natale 2017

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